Tolkien non è quello che ci vuole far credere la destra. Le guerre culturali sono così feroci da riversarsi su ogni campo di battaglia disponibile: persino su quelli della Terra di Mezzo. Infatti, da diversi anni l’opera di J.R.R. Tolkien (Lo Hobbit, Il Signore degli Anelli) è stata fatta propria da pensatori di destra che vi trovano munizioni per le loro tesi reazionarie. Questo libro ci convince del contrario, trovando nei testi e nelle lettere personali le prove che Tolkien era, in realtà, un ambientalista precoce e un anarchico mite, ostile a qualsiasi centralizzazione del potere. Soprattutto, offre una nuova prospettiva sull'opera letteraria del padre del fantasy, la cui giovinezza fu indelebilmente segnata dalla dilagante industrializzazione del suo ambiente rurale e dall’ascesa dei totalitarismi novecenteschi.
Tolkien non è quello che ci vuole far credere la destra. Le guerre culturali sono così feroci da riversarsi su ogni campo di battaglia disponibile: persino su quelli della Terra di Mezzo. Infatti, da diversi anni l’opera di J.R.R. Tolkien (Lo Hobbit, Il Signore degli Anelli) è stata fatta propria da pensatori di destra che vi trovano munizioni per le loro tesi reazionarie. Questo libro ci convince del contrario, trovando nei testi e nelle lettere personali le prove che Tolkien era, in realtà, un ambientalista precoce e un anarchico mite, ostile a qualsiasi centralizzazione del potere. Soprattutto, offre una nuova prospettiva sull'opera letteraria del padre del fantasy, la cui giovinezza fu indelebilmente segnata dalla dilagante industrializzazione del suo ambiente rurale e dall’ascesa dei totalitarismi novecenteschi.