È straordinario, ci dice Fofi, come nel nostro paese, anche nei momenti di maggior conformismo, nascano minoranze agenti che cercano – per strade nuove o magari antiche – di essere protagoniste delle proprie scelte e di esserlo insieme ad altri, a quella parte di popolazione sicuramente minoritaria ma anche ostinatamente attiva. Perché se è vero che c'è un'Italia, maggioritaria e omologata, in cui destra e sinistra si inseguono e si copiano, tanto da apparire alla fine come un unico «loro», è altrettanto vero che ci sono pezzi di paese che hanno deciso di farsi lucidamente perdenti: di stare nella mischia, pur consci della propria «pochezza», ma di non gareggiare né tanto meno patteggiare con i vincenti, qualunque siano le maschere che indossano. Frammenti vivi di umanità che esprimono nella pratica e nella teoria un'alterità che apre a un «mondo così come non è». Certo, procedere in pochi, o talvolta da soli, è faticoso, e tanti si perdono. Ma allora il rischio è che da vittime ci si trasformi in complici del «mondo così com'è», accontentandosi di vite indubbiamente più facili e conformi, ma infinitamente prive di grazia.
Da pochi a pochi appunti di sopravvivenza - Goffredo Fofi
È straordinario, ci dice Fofi, come nel nostro paese, anche nei momenti di maggior conformismo, nascano minoranze agenti che cercano – per strade nuove o magari antiche – di essere protagoniste delle proprie scelte e di esserlo insieme ad altri, a quella parte di popolazione sicuramente minoritaria ma anche ostinatamente attiva. Perché se è vero che c'è un'Italia, maggioritaria e omologata, in cui destra e sinistra si inseguono e si copiano, tanto da apparire alla fine come un unico «loro», è altrettanto vero che ci sono pezzi di paese che hanno deciso di farsi lucidamente perdenti: di stare nella mischia, pur consci della propria «pochezza», ma di non gareggiare né tanto meno patteggiare con i vincenti, qualunque siano le maschere che indossano. Frammenti vivi di umanità che esprimono nella pratica e nella teoria un'alterità che apre a un «mondo così come non è». Certo, procedere in pochi, o talvolta da soli, è faticoso, e tanti si perdono. Ma allora il rischio è che da vittime ci si trasformi in complici del «mondo così com'è», accontentandosi di vite indubbiamente più facili e conformi, ma infinitamente prive di grazia.